Listen: Paul Weller – You Do Something For Me
Paul Weller è tornato con un album Live, un greatest Hits ( Catch Flame ) dei suoi successi, delle sue cover, e con la sua chitarra, con la sua musica, mi riporta un pò indietro nel tempo sapete?
Un suono crudo, antitecnologico, accompagnato dalle acustiche di Steve Cradock e, le pieghe si aprono, si sciolgono torno indietro, verso tante scelte, fatte magari con impulsività, (Paul qui suona “the changingman” ) magari con rabbia, magari con coscienza di farla e basta. Gli accordi salgono d’intensità, il pubblico partecipa, e la voce di Paul, mi porta avanti nel futuro ( listen “Wild Wood” ), nelle pieghe del vento, a cosa farò, a cosa mi reinventerò, a come, guarirò i graffi che mi porto dentro.
E cade una stella fra un pò, ( listen “Wishing on a Star” ) implode in se stessa, diventa luce bianca prima di perdersi nel nero, prima di cambiare le cose per sempre, modifica le prospettive, ci insegna come ci si può perdere in una lacrima che bagna il cuscino di notte abbracciati, come dopo un temporale di parole, di fulmini gialli tempesta, un bacio fatto con il batticuore sistema un pò le cose, anche se per poco.
E Paul, si lancia in un assolo di chitarra su questa maledetta canzone che mi spinge avanti e indietro nel tempo, agli amori rubati fino a perdersi negli occhi, ai baci rubati, a quei momenti in cui il tuo cuore viene stretto da una morsa senza fine ed il petto ti esplode, alle lacrime che come ghiaccio dell’anima si sciolgono, ai batticuori, al mare, agli scogli, ai delfini, al posto segreto, da Atlantide fino a Mu, fino alle stelle cadenti nella notte di San Lorenzo, da un anno fa, le esplosioni a oggi.
Ripercussioni future, quante ce ne saranno per scelte prese? Quanti i graffi sul cuore che pulsa sangue e non si ferma mai?
Arcadi ( listen “You Do Something For Me” )

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