Prologo
“sei sicuro di voler andare solo…?”
“Si Imamiah… “ risponde Malachi all’amico
“non chiedermi perché… ma so che devo andare solo…”, il soldato sorride
“non preoccuparti…ho lei che mi protegge” continua a parlare mentre accarezza l’armatura….
“come vuoi Malachi….del resto sei il mio comandante… chi sono io per disobbedire…?
Il sorriso ed il galoppo di Falstaff chiudono la discussione.
Primo giorno di cammino: Come fa il sole ad essere così accecante e così freddo allo stesso tempo? Ma non è solo il sole vero? E’ tutto il contesto, diviso da due cuori, diviso dal tuo ruolo, da quello che devi combattere e perché, presto, sarai di ritorno ad Inderghal, inizierete il viaggio, accompagnerai Thaisse al suo destino, lei, andrà in sposa, come suggellato dalle famiglie reali, il tuo compito sarà finito, potrai congedarti, potrai andare tra i monti, tornare solo, libero, annegare per sempre questa colpa che ti senti dentro, smettere di combattere se solo, i tuoi due cuori la smettessero di battere per lei.
E non puoi parlarle vero? C’è un muro tra te e lei, un muro che divide i due giardini, e te lo ha chiesto lei, con lo sguardo, dopo quello che è successo, te lo ha fatto capire che ormai…. quanto tempo è? Ormai sono due mesi, la proteggi, fai quello che devi fare, il soldato, obbedisci e impartisci gli ordini, sei a capo dell’armata alata, resti impassibile, bella maschera finchè riesci, perché quando ti è vicino, la maschera, che tu credi così forte, in realtà si trasforma in cera e, si scioglie pian piano, l’armatura che indossi, costruita da tuo padre, indistruttibile, impenetrabile, non ti protegge da quello che provi, non soffoca i pensieri che a volte sono così forti che hai paura che gli altri li sentano….. Thaisse… solo due giorni fa ti ha abbracciato….le hai accarezzato i capelli per l’ultima volta, vi siete spiegati nel tempio, si sono sciolti i dubbi eterni nell’anima, ti ha chiesto di lasciarla andare, ma è successo davvero? A volte te lo chiedi davvero, visto che non riesci a distinguere la realtà dai sogni, guardi in alto, non ti eri nemmeno accorto che il sole era sceso, al suo posto la luna, delle nubi la coprono per metà, poi, la tigre d’argento, sul petto dell’armatura comincia a vibrare, pericolo, ma non si vede niente, nella foresta di smeraldo ogni albero nasconde insidie, ti guardi intorno, Falstaff è nervoso, il vibrare aumenta, il fiato si trasforma in vapore al contatto dell’aria, senti il click di una balestra alla tua sinistra, ti lasci cadere all’indietro e senti lo spostamento d’aria della freccia, cadi in piedi, inizi a distinguere le figure nell’ombra “Per Adonai… quanti sono…” senti il cigolare delle loro armature, i loro occhi nel buio della foresta, “una trentina forse di più” pensi,
“Malachi di Inderghal” una voce che non conosci, viene dalla radura più in alto, alzi lo sguardo alla tua sinistra
“deponi le armi….innanzi a te e avrai salva la vita in nome di Astaroth”
“questa foresta è diventata molto frequentata dall’ultima volta che ci sono passato….” Dici ridendo
“Deponi le armi e non ti sarà fatto alcun male….Baal dell’armata terrigena te lo chiede”
“Terrigeno….fai quello che devi fare senza tanti convenevoli….ti prometto che sarai l’ultimo a cadere”
“così sia….” Esclama il comandante dell’orda sospirando, “attaccatelo.
Ti attaccano da tutti e quattro i punti, estrarre la spada sarebbe un suicidio, poco spazio per farla roteare, ripieghi sulle daghe, giri su te stesso, il primo sangue è tuo, due di destra e uno di sinistra sono i primi a cadere, avanzi tra di loro, pari, schivi, colpisci, le lame roteano intorno a te, due di esse si infrangono sull’armatura, il drago d’argento, sulla parte sinistra dell’armatura rotea dal petto alla gamba, disorienta i nemici, ne colpisci altri, ti fai largo come la tigre di cui porti i colori, non ti accorgi che a 20 passi da te, una terrigena silenziosamente incocca una freccia su di un arco lungo e tende la corda dello stesso, tu pari un altro colpo, ed altri tre terrigeni cadono a terra, si crea un vuoto intorno a te, molti caduti, dalle daghe gocciola sangue nemico, guardi a destra e sinistra, sono tutt’intorno, il tuo fiato diventa di nuovo vapore, la temperatura è scesa, le nuvole smettono di danzare intorno alla luna, di colpo è come se fosse giorno, puoi vederli tutti, alcuni ansimano, non riesci a spiegarti perché si sono fermati, riponi le daghe in fretta e fai per prendere la spada con la mano destra dietro la testa, ed è un attimo, un millesimo di secondo, la freccia fa la sua strada e penetra nel tuo polso fuoriuscendo di mezzo palmo dall’altra parte.
Era tutto calcolato sai? Sapevano che avresti usato le daghe all’inizio e, ti hanno portato dove volevano loro, dove un arciere con arco lungo e freccia la cui punta è fatta dello stesso materiale della tua armatura, poteva colpire l’unico punto in cui la tua armatura è più sottile, l’unico memento in cui cerchi di estrarre la tua arma più forte.
Il tuo pensiero va a Thaisse.

brano stupendo non vedo l’ora di leggere tutto il libro. se avessi immaginato che scrivessi cosi bene non aspettavo così tanto a collegarmi.Aspetterò con anzia di leggere il resto,ma penso che valga la pena di aspettare di leggere tutto quandò sarà completo. Grazie!!!!!!
Ho appena letto i due brani di”SENZAFINE” molto scorrevole ma nonostante adori i polizieschi ,preferisco “Le nebbie di Inderghal”. hai comunque hai molto talento continua così.