listen: Queen – who wants to live forever
Correva il maggio del 1984, tardo pomeriggio. A Isernia la terra inizia a tremare. Lo fa per 31 secondi finchè una montagna non si apre in due facendo fuoriuscire il Gas intrappolato. Io, ricordo solo la mano di papà che mi prendeva e mi portava giù, ricordo le scale, ricordo un ragazzo in accappatoio ancora insaponato e la paura negli occhi di tutti. due giorni dopo, altri secondi di terrore e due mesi vissuti in Roulotte/macchina con la paura di tornare in casa, all’allora,terzo piano. Sono passati un pò di anni, e finchè ho vissuto a Isernia, ai piccoli terremoti ci ero un pò abituato. Quello del 6 aprile, di cui non ho parlato prima ma solo ora, a giorni di distanza, ha fatto una crepa nei cuori degli Abruzzesi più grande di quanto si possa immaginare. Spesso, ci si trova a pensare che cazzo, siamo nel 2009, progammiamo e mandiamo razzi nello spazio, sulla luna, abbiamo scoperto il gene che blocca la metastasi dei tumori, salviamo vite, costruiamo ai limiti della terra…. ma siamo pur sempre quelli che rimarremo per sempre. Uomini. ci piace atteggiarci a Dei, ma siamo solo e sempre uomini. Il terremoto ci ha mostrato l’impotenza delle Superpotenze, se mi passate il gioco di parole, di fronte alla natura stessa. Oggi ho guardato il funerale di tutte quelle vittime innocenti, ho visto i numeri delle bare, ho storto la bocca pensando allo sciacallaggio in genere, cosa per cui taglierei davvero le mani ed ho stretto a me le mie figlie, perchè erano con me, vive. Mi sono ritrovato a piangere per il fatto di non poter far nulla, se non offrire contributo e alloggio ma, pur sempre nulla. Questa ferita nella mia terra, l’Abruzzo, non si risanerà mai, certo, ha unito l’Italia come non mai, aiuti, corse contro il tempo, viveri, soldi, politici di destra e sinistra che insieme coordinano le cose, ma non verrà mai dimenticata. Non deve essere dimenticata. L’Aquila per sempre nei nostri cuori. Per sempre.

Grazie per il commento… oh, non ci si sente più… che fine hai fatto?