I lunghi capelli neri descrivevano la tua bellezza nella luce fioca della stanza, un orologio scandiva le 4,45 della notte senza fine, albeggiante, ma ancora vergine d’amore, giocavi con il dito indice e disegnavi il mio profilo passandolo sul mio naso all’insù, due ciocche nere come cioccolato fondente scendevano sugli occhi fino ad accarezzarti le guance; le ho spostate sfiorando la tua pelle con la punta del mio dito; che sensazione meravigliosa… sentivo il calore, disegnavo i tuoi contorni e ogni volta che ti sfioravo erigevo nella mente e nel cuore palazzi di giada e marmo pregiato con stupendi giardini e aranceti dove facevo di te la mia principessa ed io il tuo suddito d’amore inginocchiato con la testa sul tuo ventre quasi a sentire il tuo respiro. Si accendeva una fiamma azzurra dentro di me che sembrava alimentarsi sempre, ogni volta sempre più forte. Io non potevo più stare senza di te sai?
